Secondo molti studiosi la coscienza sarebbe legata alla quantitĆ e alla complessitĆ degli elementi del sistema nervoso. Sulla scorta di nuovi dati emersi dagli studi sulle capacitĆ cognitive degli organismi dotati di cervelli miniaturizzati, come ad esempio le api o le mosche, Giorgio Vallortigara sviluppa in questo libro affascinante una prospettiva minimalista antitetica a quella convinzione. Distaccandosi dai modelli oggi più comuni nellāambito delle neuroscienze e della filosofia della mente, egli avanza la tesi originale che le forme basilari dellāattivitĆ cognitiva non abbiano bisogno di grandi cervelli, e che il surplus neurologico che si osserva in alcuni animali, tra cui gli esseri umani, sia al servizio dei magazzini di memoria e non dei processi del pensiero o della coscienza. Il substrato più plausibile per lāinsorgere di questāultima va piuttosto ricercato in una caratteristica essenziale delle cellule, la capacitĆ di sentire. Una capacitĆ che si sarebbe manifestata per la prima volta quando, con lāacquisizione del movimento volontario, gli organismi elementari hanno avvertito la necessitĆ di distinguere tra la stimolazione prodotta dalla propria attivitĆ e quella procurata dal mondo esterno, lāaltro da sĆ©. Lāesistenza di un minimo comune denominatore tra noi e le forme di vita più umili ci allontana una volta di più dal concetto cartesiano dellāanimale-macchina ā e solleva interrogativi etici ai quali non potremo a lungo sottrarci.
Dettagli prodotto
Editore : Adelphi (25 febbraio 2021)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 221 pagine
ISBN-10 : 8845934969
ISBN-13 : 978-8845934964
Peso articolo : 280 g
Dimensioni : 20.6 x 1.5 x 14.2 cm
Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 30.016 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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